Il presidente degli Stati Uniti d’America dopo un indispensabile e vacillante rodaggio sta imparando a fare il presidente degli Stati Uniti d’America. Yes we can: senza esagerare. Sulla politica estera in particolare, Obama ha pagato lo scotto dell’inesperienza. Dopo mesi di brina e gelo con Israele, per esempio, il recente incontro con Netanyahu sembra avere messo le cose a posto, almeno entro l’alveo dell’accettabilità e della presentabilità diplomatica.
I due leader sembravano amici di vecchia data: la qualità dei rapporti con Israele mai in discussione, ha chiarito il primo presidente black della storia.
Obama ha necessariamente compreso che 1/3 dell’economia mondiale gira direttamente o indirettamente in mani ebree, acquisita questa consapevolezza hai due strade davanti: o vai controcorrente in perdita come Hitler e i sovrani spagnoli, o li tieni cari e li lasci lavorare senza mettere troppo il bastone fra le ruote agli ebrei americani che sostengono da sempre la madrepatria (la cui capitale è Gerusalemme e non Washington).
Questo Obama lo ha capito dimostrando d’avere le qualità di un presidente.